Snowpiercer – una società ingiusta, ma perché?

Chi controlla la locomotiva, controlla il mondo. Senza quella non siamo niente

Snowpiercer è un film del 2013 diretto da Bong  Joon-Ho.

L’umanità dopo aver causato il cambiamento climatico con le sue azioni irresponsabili, ha provato a porvi rimedio usando un gas speciale, che una volta disperso nell’ aria, avrebbe invertito il processo di riscaldamento.

Ma il gas ha funzionato troppo bene, tanto da portare ad una nuova era glaciale.

Gli unici sopravvissuti vivono a bordo dello snowpiercer, un treno a moto perpetuo costruito dal sig. Wilford, un miliardario visionario appassionato di locomotive.

Tratto dalla graphic novel “The transperceneige”, il film ha una chiara dimensione di critica della società e dell’ umanità in quanto tale.

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Eurovision Song contest – la storia dei Fire saga

Una commedia americana demenziale che non ti aspetti e che ti frega

Il film narra di in uomo islandese che fin da bambino sogna di vincere l Eurovision Song contest.

Per chi non lo sapesse l’Eurovision song contest è una manifestazione musicale in cui cantanti in arrivo da tutta Europa si sfidano per vincere il titolo.

Il contest e poco famoso in Italia, ma in tutta Europa ha centinaia di milioni di persone che lo seguono ogni anno, con più spettatori del super Bowl.

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Valerian e la città dei mille pianeti – Un film incompreso per un immeritato flop

Vale la pena di vederlo? (in 4 righe)

Certamente si. Non è un capolavoro per diversi motivi, ma è certamente un bel film, con un messaggio positivo ed una struttura che guarda al passato, all’epoca d’oro della fantascienza, a quel periodo di positività intellettuale che sono stati i 20 anni dopo la seconda guerra mondiale.

Il messaggio

Il film è maestoso e artisticamente impressionante.

Aldilà degli effetti speciali magistrali, la direzione artistica ha fatto un lavoro grandioso nel tratteggiare i particolari dell’universo del film, le diversità rappresentate (anche se inizialmente un po’ stereotipate) si fondono in quel grande calderone che è l’esistenza a bordo della stazione spaziale, vero leitmotiv e senso finale del film.

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La teoria del tutto – Recensione

Vale la pena vederlo? (in 4 righe)

Il film è magistralmente girato, l’interpretazione dei protagonisti è eccezionale, Redmayne/Hawking in primis con la sua trasformazione fisica. Ancora non si è giunti ad unica equazione fisica che spieghi le forze fondamentali, ma certamente lo si è fatto con questo film.

Recensione

Il film è diventato famoso per aver lanciato Redmayne, che in questo film porta una straordinaria (triste) evoluzione fisica della malattia di Hawking.

Allo stesso livello l’interpretazione della tormentata moglie di Hawking, sempre credibile nella sua parte.

Il film ovviamente non parla di fisica, a malapena accenna alle teorie sviluppate dal fisico, e quasi sempre queste vengono narrate in chiave letteraria legandole a doppio filo nella loro rappresentazione filosofica, alle vicende del protagonista e in più generale dell’ essere umano.

Essendo tratta da una storia vera difficilmente potrebbe peccare di mancanza di autenticità, è triste realizzarlo, ma è dannatamente realistico come l’amore della moglie si esaurisca negli anni, sotto al peso delle incombenze terrene e giornaliere che la coppia deve affrontare.

L’umanità appare così fragile quando Jane (La moglie) si invaghisce di Jonathan (Il pianista) anche lui dopo aver perso la moglie un anno prima.

C’è solo da immaginare cosa possa aver realmente affrontato in quei momenti.

Jane non è persona cattiva, non ci sono buoni nella storia, è solo quello che è successo, e come dice Hawking nel film “Andrà tutto bene”.

è uno dei più bei film sui rapporti umani e sull’amore che abbia mai visto, la fisica fa solo da sfondo, e Hawking è inaspettatamente un coprotagonista nella storia, per gran parte del film ho avuto la sensazione che la tematica fosse di quanto una donna possa cambiare la vita ad un uomo, e di quanta forza possa dimostrare nel sostenere il proprio amore davanti anche a sfide così grandi.

Non abbiamo ancora un elegante equazione unica che spieghi il tutto, ma al momento per affrontare le difficoltà di tutti i giorni e le sfida più impegnative possiamo affidarci all’unica teoria del tutto che abbiamo, quella che abbatte i confini e ci unisce, e che la moglie di Hawking nella sua istintualità aveva compreso fin dall’inizio.

Killjoys – Una serie da vedere

Non è Firefly, sebbene qualcuno sull’ internet ne citi delle somiglianze, ma è pur sempre una serie che merita di essere vista a mio parere, perché potrebbe catturarvi più di quanto ci si aspetti dalle prime puntate.

Il plot è semplice

“Cacciatore di taglie spaziali”

è già questo mi ha personalmente catturato, avete presente Cowboy bebop? ecco quello stile lì.

Le prime puntate sono semplici, presentazioni dei personaggi e dell’universo attraverso cui si muovono, appaiono molto verticali, ma in realtà hanno un giusto bilanciamento orizzontale che si farà sentire sul finale della serie di 10 puntate. Continua a leggere

Sherlock – Recensione

Serie che mia ha piacevolmente stupito.

Qualche hanno fa era scoppiata la moda del ritorno al detective di stampo classico, dopo l’overdose di CSI e tecnici vari delle scienze forensi.

Perché la gente si era stancata del superscappelamento a destra di stampo scientifico, e forse si identifica e ammira di più, il naturale genio investigativo, composto da osservazione, intuito, carisma e conoscenze generali.

E ovviamente Sherlock Holmes non poteva sfuggire a lungo, infatti uscirono contemporaneamente due serie, “Elementary” e “Sherlock”. Continua a leggere

Perfetti sconosciuti – Recensione

Avete presente quando ci si lamenta del cinema italiano?

Che poi per pigrizia si finisce per etichettare il tutto come cinepanettoni, commediole e film politici?

Ecco, se di recente non avete avuto voglia di cercare qualcosa di italiano che valesse la pena di essere guardato, ve lo segnalo io.

Perfetti sconosciuti.

è un film che si colloca nella categoria “Persone in una stanza”, ovvero quel genere di film basati interamente sui dialoghi e personaggi, dove l’intera trama si svolge in una sola location, in questo caso una sera a casa di amici.

Si potrebbe dire “Che palle!”

e invece no. Continua a leggere

La mafia uccide solo d’estate – Recensione

Ho voluto recuperare questo film in previsione di vedere “In guerra per amore”.

è stata una scelta di fiducia verso il cinema italiano, spesso bistrattato perché “Tanto qui in Italia sappiamo fare solo cinepanettoni  e commediole”.

é devo dire che è un film da vedere e far vedere.

Mi ricordo ancora quando da ragazzo ci fecero vedere i 100 passi, e tutt’ora sono contento che un film del genere ci fosse fatto conoscere “A forza”.

Ecco sarei altrettanto contento se questo film fosse passato in televisione più spesso, così che i ragazzi di oggi possano vedere cosa è significato la mafia e cosa, quindi, significhi tutt’oggi. Continua a leggere

Suicide squad

è un pessimo film.

è un film che mi ha fatto inc***are.

è un film simbolo di quel che c’è di male nel cinema action moderno.

Questo sarà un articolo lungo, mi spiace, ma ne voglio parlare bene, spero abbiate la resilienza per arrivare a fondo pagina.

Farò spoiler, di questo film (chissene) e di “Quella sporca dozzina”, che userò come confronto, se non avete visto quest’ultimo e trovate bello “suicide squad”, guardatelo e poi ne riparliamo.

Il plot

Qualcuno nel governo si è accorto che ci potrebbero essere minacce future, che le normali forze di polizia o l’esercito non possono affrontare.

Perciò si incarica di creare una squadra di super-uomini da addestrare per difendere l’umanità.

Perciò si mette insieme una banda di super-criminali sotto minaccia e li si fa lavorare per loro con la promessa di uno sconto di pena.

Non vi ricorda qualcosa? Continua a leggere

The life of David Gale

Si parla della vita di David Gale, un professore attivista impegnato nell’abolizione della pena di morte in Texas, accusato dell’omicidio di una sua collega attivista, e per questo condannato a morte.

Il film è di ottima fattura a tutti i livelli, dagli attori (grandissimo Kevin Spacey), alla regia e sceneggiatura, quest’ultima davvero ben scritta, molto solida e attenta al dettaglio della storia.

Un opera che consiglio di guardare, probabilmente non il capolavoro della vita, ma offre interessanti spunti di riflessione.

Vi consiglio di guardarlo non come film contro la pena di morte, ma come film sull’umanità delle persone.

Da qui spoiler, riflessione per chi ha già visto il film

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