Netflix e l’italianità

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo che paventava la futura chiusura di Netflix alla pratica dell’account sharing sulla propria piattaforma.

Per farla breve

Netflix è un servizio di internet TV (Film, serie TV,anime e documentari), che ci permette con un abbonamento mensile (8-12 euro) di avere accesso illimitato al suo database.

Una sorta di Sky dei poveri, anche se non ha nulla da invidiare a Sky, perciò se siete una di quelle persone che non guarda la TV per la povertà dei suoi contenuti, e non vi siete mai potuti permettere di pagare Sky, Netflix è la rivoluzione che aspettavate perché porta la qualità a prezzi accessibili.

Con Netflix avete accesso a tre tipi di abbonamento

netflix plan

Perciò se fate un abbonamento da 10 euro, potete condividerlo con un vostro amico e pagare 5 euro al mese a testa.

Netflix fino ad oggi ha sempre incoraggiato o comunque non ostacolato questa pratica, che è comprensibile volendo aumentare il proprio bacino di utenza, come Sky agli inizi con le schede pirata, Microsoft con Windows etc

La loro logica è che a condividere gli account sono molto i giovani che non avendo molti soldi possono avere comunque accesso alla piattaforma, e che tra qualche hanno quando lavoreranno continueranno ad essere abbonati, ma in proprio.

Fine del recap.

Il cambio di rotta nella politica aziendale avverrebbe perché i margini di guadagno stanno scendendo, e se scendessero sotto il 10% gli azionisti e i grossi creditori con cui Netflix a contratto debiti ingenti per produrre nuove serie, premerebbero per bloccare questa pratica per spingere le persone a fare nuovi abbonamenti personali.

Ovviamente in azienda sono consapevoli che non tutti gli Sharers si convertirebbero a nuovi abbonamenti, molti lascerebbero semplicemente la piattaforma, e quel che succedere lo vedremo, Netflix farà i suoi conti e prenderà le sue decisioni.

Ma quello che mi ha colpito di più di quell’articolo sono stati i commenti.

In molti paventavano un abbandono di massa della piattaforma, sostenendo che molti usufruivano di Netflix perché lo potevano avere ad un prezzo abbordabile (es. 5 euro) e che un prezzo pieno sarebbe stato troppo, tenendo conto che Netflix subisce la concorrenza dei siti pirata di streaming a costo 0.

Ma il sito pirata ha una qualità infima rispetto a Netflix, senza contare la sua incostanza (lag, problemi di chiusura) e possibili virus o adware.

Inoltre il naturale concorrente di un sito pirata e l’abbonamento in qualità standard di Netflix che costa 8 euro al mese.

8 euro sono due caffé a settimana o due birre.

Ogni situazione è particolare e ognuno conosce la propria posizione economica non rosea per molti, personalmente non sono contro la pirateria, perché spesso i prezzi dei media sono troppo alti, e le spese mensili andrebbero presto fuori gestione, inoltre la pirateria ha sempre precorso i tempi, ad esempio scaricare i videogiochi craccati ha aperto la strada a Steam, stesso discorso per Spotify e ora Netflix, in futuro forse accadrà con i fumetti, hobby particolarmente costoso a cui si ovvia con le scan online.

Ma quando leggo certi tipi di commenti, mi sembra che trasparisca una certa mentalità del “Tutto e gratis a prescindere” che abbiamo qui in Italia.

Mentalità pericolosa perché poi si trasferisce anche nella vita reale, nel mondo del lavoro e nelle relazioni umane.

Come dicevo non sono contro la pirateria, ad esempio se non trovo una serie TV su Netflix la recupero in altro modo perché non posso abbonarmi a tutti i siti di streaming per le esclusive o noleggiare un film a 5 euro (quando al cinema ci vado con 6).

Ma c’è un ampia zona grigia tra pagare quello che chiede il mercato (troppo) e il tutto e gratis (Nulla).

Non sarebbe meglio supportare i creatori che più si apprezza e usare la pirateria in via secondaria per quei media di cui si usufruisce di meno? In cerca di un equilibrio con la propria disponibilità finanziaria e correttezza morale e legale?

Ovviamente spero non blocchino lo sharing di account perché molte persone sono nella situazione per cui 5 o 8 euro fanno la differenza, perché si passa dal fare il secondo giro di birra a passarlo con nonchalanche perché si ha il portafoglio vuoto.

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