Rogue one – Recensione

Avete visto il trailer?

Bene avete visto tutto.

Dal  trailer scoprite che la protagonista è figlia di un ingegnere che ha partecipato alla PROGETTAZIONE della morte nera.

Intuite che l ‘ingegnere è stato COSTRETTO a lavorare al progetto.

Unite queste informazioni al fatto che da 30 anni ci si chiede come diamine avessero potuto PROGETTARE la morte nera con una FALLA DI SICUREZZA così grossa.. e avrete finito la storia di Rogue One.

insomma 2 + 2

Questo genere di film è sempre delicato da fare, perché narra una storia di cui si conosce già il finale, nel nostro caso, sapevamo che i ribelli avrebbero recuperato le informazioni della morte nera, perché avrebbero dovuto essere usate da Luke.

Quello che puo’ fare il film è narrare l’interessante e coinvolgente storia di come ci si è arrivato ad averli.

Cosa che questo film non fa, avendo una trama banalissima e telefonata.

Quel che peggio è che anche nel dettaglio è stato realizzato male, non c’è un personaggio che non sia un clichè.

La ragazzina disillusa che poi cambia e capisce l’importanza della ribellione, il killer che ha fatto brutte cose ma in fondo in fondo è buono, la simpatica coppia litigherella composta da un monaco kung-fu spirituale e il suo opposto soldato “spacco tutto” più grezzo e terra-terra, il reduce della ribellione che è stato come un padre per la protagonista ma che ora è stanco di combattere etc

Sono due ore di noia pura, perché per quanto tecnicamente sia fatto bene, con i giusti tempi, le battaglie spaziali, le battutine di alleggerimento etc, ci si ritrova con un film che non ha nulla da dire.

E anche se non aveste intuito il plot, dopo 30 minuti il film finisce, perché uno dei personaggi fa uno spiegone che neanche i recap di Beautiful.. e da li in poi.. nulla.. nessuna aggiunta o colpo di scena.

Un film pienamente bocciato, che mi sento di consigliare di vedere solo agli appassionati si Star Wars se proprio dovete, per gli altri, non è necessario che gli diate anche i vostri soldi, sono bastati i miei.

Le promesse infrante

Il film si presentava bene, era uno spin-off, quindi più libero a livello creativo e artistico, in quanto la gente avrebbe accettato più facilmente delle variazioni.

e nei primi minuti sembrava così, con una fotografia più cupa e sporca, “Molto” meno politicamente corretto e buonista.

Ma le cose belle si sono fermate qui, si conferma l’attuale situazione produttiva dei film main-stream, ovvero un impoverimento a livello di sceneggiatura che ci fa tornare alla 5 elementare.

Purtroppo mi ritrovo a pensare che i produttori pensino che la maggior parte del loro pubblico sia stupida.

Peccato. Un occasione sprecata.

Ps: Una lode alla recitazione di Ricky Memphis nella parte di Cassian Andor

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Il noto attore italiano Ricky Memphis, conosciuto per capolavori come “Distretto di polizia” e “Colpo gobbo a Milano”

 

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