Shadow Warrior – Duke Nukem incotra grosso guaio a Chinatown

è il ritorno dell’FPS duro e puro dei primi anni novanta, dove non c’era spazio per storie e open-world, ma solo per tessere gialle-rosse-verdi, battute scorrette e gameplay ignoranti.

Se siete un fan di Duke Nukem e di grosso guaio a Chinatown, non potete non giocare al remake di Shadow Warrior.

Lo presi diverso tempo fa in un bundle, e l’ho riscoperto recentemente perché cercavo un gioco brainless per scaricarmi un po’, e devo dire che ha assolto bene il suo compito.

Il gioco racconta la storia di uno yakuza incaricato di comprare un’antica katana da un boss rivale al nostro, ovviamente le cose si complicheranno e ci ritroveremo invischiati con affari demoniaci e altre dimensioni.

il gameplay è abbastanza lineare, ci sono poche deviazioni nelle mappe, cosa molto positiva in quanto ci si può rilassare e godersi il gioco, anche se disseminati ovunque ci sono segreti da scoprire.

Una chicca sono i classici easter eggs, come la possibilità di rigiocare dei livelli dello shadow warrior originale, con la grafica classica, esattamente come in “Worlfeinsten – The new order”, che mattacchioni questi sviluppatori.

Sebbene alcuni potrebbero lamentare il fatto che in definitiva il gioco si riduca ad uccidere orde di nemici, mini-boss e boss, “that’s life”, il gioco è quello e quindi deve star bene.

A parer mio non è stato per nulla noioso, le orde e i mini boss sono sempre gestiti in modo da offrire una varietà di stimoli, costringendoci ogni volta a mutare lievemente le nostre strategie, inoltre il sistema di avanzamento stile RPG offre un ulteriore livello di personalizzazione dell’esperienza andandolo a modernizzare e offrendo ulteriori spunti di divertimento.

Inoltre il gioco si divide in 17 capitoli da 30-60 minuti, quindi è tranquillamente giocabile anche per chi lavora e non ha molto tempo da dedicare ai videogiochi, dando però la possibilità di chiudere facilmente i livelli con soddisfazione annessa.

Ma ora veniamo alla parte di ambientazione, in una parola fantastica.

Ho trovato il protagonista e i suoi scambi con il suo “Secondo” molto divertenti, si tratta di umorismo anni 80, alla “Die hard” e “Grosso guaio a Chinatown” per intenderci.

A titolo di esempio riporto il fatto che disseminati per il gioco ci sono i biscotti della fortuna con frasi dell’antica saggezza giapponese

shadow warrior biscotto

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