Cartagine, first look e guida strategica

Il vantaggio di Cartagine si ha nelle prime 2 epoche di gioco, siate militarmente aggressivi e cercate di conquistare subito una o due città.

Caratteristiche

Tradizione Fenicia

Tutte le città costiere ricevono un Porto gratuito. Dopo la comparsa del primo Grande Generale le unità possono attraversare le montagne. Le unità subiscono 50 PF di danno se terminano il movimento su una montagna.

Elefante africano

Potente unità di cavalleria disponibile nelle prime fasi del gioco. Debole contro i nemici armati di lancia. Solo i cartaginesi possono costruirla. Quest’unità ha una strengthForza di combattimento superiore rispetto al Guerriero a cavallo, che sostituisce. Inoltre incute paura nelle unità nemiche vicine e aiuta a produrre Grandi Generali più velocemente.

Quinquereme

Forte unità navale di epoca antica, usata per acquisire il controllo dei mari attaccando direttamente le altre unità navali e le città. Solo i cartaginesi possono costruirla.

Analisi

Entrambi le unità speciali sono unità militari dell’epoca antica e classica, l’elefante in particolare è la vera unità di dominio di questa civiltà , infligge molti danni, è molto resistente, indebolisce i nemici adiacenti e accelera la produzione di grandi generali utili per sbaragliare con meno perdite eserciti avversari.

Guardando anche la capacità del leader Didone, si vede come l’intero bonus di Cartagine si perda dopo la terza epoca, quindi dobbiamo trasformalo in un vantaggio duraturo lungo la partita conquistando qualche città, per poi proseguire probabilmente con una vittoria militare o diplomatica.

Puntate a poter costruire elefanti, arcieri e catapulte, quando di quest’ultime ne avrete  3-4 lanciatevi all’attacco.

Terreni iniziali (prima impressione)

Cartagine si trova in genere in luoghi ricchi di risorse di lusso, quindi non dovrete preoccuparvi della felicità, ma è un po’ povera per quel che riguarda cibo e produzione, se riuscirete a mettere in atto un efficace strategia offensiva, la conquista di altre città vi permetterà di colmare questa lacuna territoriale iniziale.

Esperienza personale

Giustamente ho fatto tutto il contrario di quello che ho scritto qui sopra, ho puntato sulla vittoria diplomatica, perché la militare non mi gusta particolarmente e ho uno stile molto difensivo all’inizio.

Questo ha causato quasi la perdita della partita, perché la scarsità di cibo e produzione delle mie 3 città mi ha fatto rimanere indietro, la svolta c’è stata quando mi sono convertito alla vittoria militare conquistando con fatica gli egiziani vicini tutto d’un colpo. In partita più avanzata i veneziani hanno quasi vinto diplomaticamente , ma l’astio che avevano con i russi e maya gli ha indeboliti e gli ha fatti trovare un po’ impreparati ad un mio attacco, a quel punto eliminati completamente dal gioco, ho conquistato la fiducia di tutte le città stato orfane di Venezia vincendo diplomaticamente.

è stata un partita molto interessante piena di punti di svolta e giocate rischiose, per questo consiglio sempre di giocare leader non “principali” perché riserbano spesso partite interessanti.

Storia

L’antico regno di Cartagine, fondato dalla mitica regina Didone, da piccolo insediamento di coloni crebbe sino a diventare una potente civiltà che rivaleggiò con il grande e imponente impero romano. Strategicamente situata sulla costa del Nordafrica, nel corso del I millennio a.C. Cartagine divenne un centro di scambi commerciali sempre più importante nel Mediterraneo. Tuttavia questo successo non fu privo di conseguenze: Cartagine attirò la collera sia della Grecia sia di Roma, dando origine a una serie di leggendari conflitti con questi potenti rivali.

Roma_Cartagine

La leggenda di Didone

Come la maggior parte delle leggende, anche la storia di Didone, regina di Cartagine, è piena di intrighi e tradimenti. Raccontata in modo diverso attraverso le parole degli storici romani e poi del famoso poeta Virgilio nel suo poema epico, l’Eneide, la storia di Didone comincia con la descrizione della sua giovinezza alla corte di suo padre Mattan, re di Tiro. Il regno di Tiro faceva parte dell’antica civiltà fenicia, situata geograficamente nell’odierno Libano. Didone, che spesso negli antichi documenti storici viene anche chiamata “Elissa”, salì al trono di Tiro dopo la morte del padre intorno all’anno 800 a.C. L’autorità di Didone, che era stata nominata co-reggente insieme al fratello Pigmalione, non fu universalmente accettata dai sudditi. Nonostante suo padre avesse disposto la divisione del trono, Pigmalione venne riconosciuto come re e a Didone fu lasciato ben poco potere.

Non molto tempo dopo Didone fu data in moglie a un prete di nome Acerbas (noto anche come Sicheo), che secondo alcuni avrebbe potuto essere suo zio. Si dice che Acerbas possedesse ricchezze considerevoli, che aveva nascosto sottoterra. Re Pigmalione, venuto a conoscenza di queste ricchezze, fece assassinare Acerbas, sperando di rivendicare l’oro che sarebbe spettato di diritto alla sorella. Anche se le versioni differiscono, alla fine Didone venne a sapere che suo marito era stato ucciso per mano del fratello. Il fantasma stesso di Acerbas una notte le apparve e le consigliò di fuggire dal regno, rivelandole il punto dov’era nascosto il suo oro. Il piano sagace e accurato che Didone elaborò per sfuggire al fratello è la prima testimonianza del carattere ingegnoso per cui in seguito è rimasta famosa.

Per non destare i sospetti di Pigmalione, Didone gli disse che desiderava viaggiare per il mondo con l’intento di inviare a Tiro tributi e doni. Pigmalione fu d’accordo e procurò a Didone una piccola flotta navale e servi per aiutarla a preparare il viaggio. Dopo aver caricato di nascosto i sacchi con il tesoro di Acerbas, Didone mise in atto il suo piano. Per ingannare Pigmalione, Didone ordinò ai servi di caricare sacchi pieni di sabbia sui ponti più alti, da usare come esca. Dopo aver issato le vele, Didone dichiarò che l’oro era un’offerta per lo spirito del suo defunto marito e fece gettare in mare i sacchi di sabbia. Pigmalione, credendo che l’oro fosse perso per sempre, non provò nemmeno a inseguirla.

In cerca di una nuova casa, Didone e i suoi fecero una prima tappa sull’isola di Cipro, dove un gruppo di locali si unì al suo equipaggio. Alla fine sbarcarono sulle coste dell’Africa settentrionale e cominciarono a negoziare un prezzo con il capo locale per comprare un piccolo pezzo di terra su cui situare il loro nuovo insediamento. Secondo l’accordo con il capo, che credeva di fare così un vero affare, Didone avrebbe ricevuto tanta terra quanta riusciva a cingere in una pelle di bue. L’arguta Didone escogitò allora uno stratagemma: dopo aver tagliato la pelle in strisce sottili, e poi in fibre ancora più piccole, realizzò una corda abbastanza lunga da racchiudere un ampio territorio che comprendeva una collina vicina. Così fu fondata la città di Cartagine, assicurando a Didone la fama di condottiera scaltra e capace.

Didone divenne la prima regina di Cartagine e, prosegue la leggenda, fu oggetto di molti corteggiatori, incluso il principe troiano Enea. Nella versione di Virgilio, Enea era stato condotto a Cartagine dalle macchinazioni degli dèi greci. Didone ed Enea diventarono amanti, e quando Enea lasciò Didone per proseguire il suo viaggio, Didone rimase talmente sconvolta da suicidarsi.

Curiosità

Il termine “punici” deriva da “poenici”, il nome latino dato ai cartaginesi dai romani, che a sua volta indicava originariamente i fenici.

Il popolo di Cartagine adorava soprattutto il dio Ba’al Hammon, rappresentato da un ariete. Ba’al Hammon era il dio della fertilità e del cielo.

Si dice che durante la sua marcia verso l’Italia Annibale abbia perso la vista da un occhio in seguito a un’infezione contratta attraversando una palude: tuttavia questo inconveniente non smorzò minimamente le sue ambizioni.

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